In this article, I study the many parodies of the troubadour Folquet de Marselha and how these intersect with the career of Folquet's one-time joglar, Palais. Specifically, I study how the staid and unflinchingly conventional figure of Folquet de Marselha found in the majority of troubadour songbooks is undermined by a collection of obscene coblas in Italian canzoniere G and by the presence of two estribots in canzoniere Q: "Vermillon, clam vos faç" (BEdT 155.25) by Folquet de Marselha and "Un estribot farai" (BEdT 315.5) by Palais. Through a study of the many connections between Folquet and Palais, I argue that Folquet de Marselha may have been far more complicit in a tradition of parodies of his works than has previously been thought.


In questo lavoro, viene analizzata la rappresentazione del trovatore occitano Folquet de Marselha nei canzonieri occitani, con particolare riferimento alle parodie della sua opera poetica nei manoscritti italiani siglati G e Q. Considerato come un trovatore del tutto convenzionale altrove nei canzonieri, Folquet diventa bersaglio di una parodia oscena in un florilegio di coblas nel canzoniere G e sembra partecipare lui stesso a un dibattito burlesco sulla propria poesia nel suo estribot "Vermillon, clam vos faç" (BEdT 155.25) del canzoniere Q. Questa rappresentazione inedita di Folquet, da un lato esponente di una poesia comica e di basso registro, e dall'altro oggetto lui stesso di burle poetiche, si intreccia a quella di un suo giullare, Palais, il quale, oltre a imitarne la metrica, le strutture e le rime, si burla delle sue tematiche e del suo stile.


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pp. 121-143
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