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  • Ms. Merton 284 tra Scoto ed Ockham1
  • Francesco Fiorentino (bio)

Come ho osservato altrove2, il ms. Oxford, Merton, 284 (= M) è composito: consiste di 117 fogli prevalentemente cartacei, tranne i primi quattro di guardia e i ff. 112–113, che sono pergamenacei. Esso misura mediamente 287 × 223 mm3. L’esame della filigrana attesta la produzione delle carte a Siena intorno al 13404. Sul verso della terza carta di guardia si trova una nota marginale che denuncia l’origine e il possesso del codice, ossia «Liber Iohannis Bloxham ex legat’ M. Symonis Lamborne / Iste liber datur domui scolarium de Merton’ in Oxon’ ad iacendum in libraria incatenatum quamdiu durare poterit ad usum et utilitatem sociorum eiusdem domus et dabatur dicto Iohanni superius nominato per magistrum Symonum Lamburne. Oretis igitur pro utroque». Ciò significa che Simone Lambourne, fellow del Merton College nel 1343, e ancora attivo nel 1369, dona M in lascito a Giovanni Bloxam, fellow dello stesso College nel 1361 e responsabile della relativa biblioteca dal 1375 alla morte, avvenuta prima del 13875. Giovanni trasmette M al Merton College, affinché sia consultato dagli studenti. Questa consultazione deve essere talmente consigliata che M non è riposto nell’armarium, ma tenuto a vista in quella che oggi si direbbe «sala di lettura», e custodito tramite catene al tavolo di lettura, perché non venga trafugato.

M è citato nel catalogo di A. Wood6, che trasmette la notizia delle condanne del 1315 a C. Du Plessis d’Argentré7. M esordisce con un folio [End Page 81] reciclato, vergato in anglica, che recita «Carissimis amicis suis ac dominis magistris et scolaribus Parisius in physica studentibus Walterus de Burley Anglicus», lasciando supporre la provenienza dal commento di Walter Burley alla Physica, il cui incipit tuttavia non collima con quello dell’edizione a stampa Padova 1476. Segue un breve elenco di questioni con i riferimenti ai fogli; l’elenco inizia così: «Anonymi Quaestiones theologiae, in quibus reperias articulos quosdam damnatos, quos ad calcem libri notatos legas». M prosegue alla successiva carta di guardia con una «Tabula quaestionum infrascripturarum a variis doctoribus scriptarum, sparsim extractarum, non vero quid novum in hoc opere inseritur cum non habeant dici novum quod alibi sparsim constat dictum licet sub compendio ad ordinem alium sit reductum»8. Le restanti carte di guardia sono bianche.

In effetti, 89 questioni sembrano essere disposte da f. 1r a f. 111v, componendo il prologo ed il primo libro di un ideale commento sentenziario. Ogni questione comincia sempre sul retto, lasciando bianco lo spazio non riempito dalla precedente questione sul verso. Tali questioni sono vergate in anglica, in scriptio continua, su 50 ca. linee, in binioni e senza decorazioni, ma secondo Gerard J. Etzkorn9 con la stessa mano che verga il ms. Oxford, Balliol College, 299, uno dei più importanti testimoni delle opere di Ockham, acquisito da Guglielmo di Wylton nel 1368. Lo stesso Etzkorn ha segnalato che tali questioni non finiscono secondo quanto è stabilito dalla Tabula, ma con sette quaestiones di argomento vario10:

  1. 1. Utrum veritates tam negativae quam affirmativae in rebus extra intellectum sint ponendae, dove l’opinione di Aureolo è richiamata nel margine;

  2. 2. Utrum ideae ponendae sint in Deo, con il riferimento all’opinione di Aureolo;

  3. 3. Utrum viatori via sit possibilis cognosci primariam veritatem;

  4. 4. Utrum actus cuiusvis potentiae sit aliquid per se in genere, con in margine «Nota Doctorem Profundum in secundo libro capitulo 18 de illa materia, quia rationes suae sunt»; [End Page 82]

  5. 5. Utrum pro statu viae sit nobis evidens vel scibile quod singulorum hominum sint singulae animae;

  6. 6. Utrum quaelibet anima sit eadem in numero essentia cum animato, cuius est anima;

  7. 7. Utrum Simon Petrus, assumendo corpus in unitatem suppositi, resurgit idem homo, qui prius in die finalis iudicii, dove nel corpo del testo è citata l’opinione dell’Aquinate e nel margine «Doctor Subtilis secundo sui distinctione 19 quaestione 3, volens contra Ordinem ostendere quod anima intellectiva fuit creata in corpore».

M prosegue con i due fogli pergamenacei, che contengono i testi delle condanne oxoniensi del 1315 – già edite da William J. Courtenay11 – e di alcuni articoli condannati da Etienne Tempier nel 127712. Ecco il testo delle condanne di Tempier:

«Stephanus episcopus...

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Additional Information

ISSN
1945-9718
Print ISSN
0080-5459
Pages
pp. 81-145
Launched on MUSE
2016-10-22
Open Access
No
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