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Reviewed by:
  • Sacco and Vanzetti, and: Excellent Cadavers
  • Fulvio Orsitto
Sacco and Vanzetti. Directed by Peter Miller. First Run / Icarus Films, 81 min. / color / 2006.
Excellent Cadavers. Directed by Marco Turco. First Run / Icarus Films, 92 min. / color - b&w / 2005.

La vicenda di Sacco e Vanzetti ha da sempre destato un enorme interesse nell'opinione pubblica internazionale ispirando, fra l'altro, il lavoro di vari artisti e letterati. La conseguenza più profonda dell'odissea giuridica di questi due immigrati italiani, condannati a morte nel Massachusetts per rapina a mano armata e duplice omicidio, è stata però quella di aver minato ogni certezza sulla reale imparzialità del sistema giuridico americano. Infatti, le numerose testimonianze a favore dei due imputati furono considerate inaffidabili all'epoca dei processi da parte della corte responsabile del verdetto proprio perché provenienti da altri immigrati italiani. Lo stesso giudice Webster Thayer si oppose poi ai vari appelli presentati dai difensori dei due, nonostante nelle piazze si susseguissero le manifestazioni di sostegno popolare alla loro causa e si moltiplicassero gli interventi di intellettuali (da Dos Passos a George Bernard Shaw) volti a cercare di fermare l'esecuzione che ebbe luogo il 23 agosto del 1927.

La rilevanza internazionale del loro caso è confermata dal susseguirsi, nel corso degli anni, di varie trasposizioni degli eventi in forma di documentario e di fiction, in opere sia per il grande che per il piccolo schermo, realizzate persino in [End Page 189] paesi non toccati direttamente dalla vicenda come, ad esempio, la Germania (Der Fall Sacco und Vanzetti, Edward Rothe, 1963), il Belgio (De Zaak Sacco en Vanzetti, John Van de Rest, 1966) o la Francia (L'Affaire Sacco et Vanzetti, Paul Roland, 1967). In Italia, al film Sacco e Vanzetti (diretto da Giuliano Montaldo nel 1971) hanno fatto seguito due versioni televisive realizzate ris pettivamente da Giacomo Colli, nel 1977, e da Fabrizio Costa, nel 2005. Negli Stati Uniti, invece, va registrata la recente ripresa d'interesse nei confronti di questa vicenda soprattutto nell'ambito del cinema documentario, con In Search of History: the True Story of Sacco and Vanzetti (prodotto per History Channel nel 2000) e The Diary of Sacco and Vanzetti (David Rothauser, 2004). L'ultimo contributo all'esplorazione di questa storia risale al 2006 ed è costituito dal documentario Sacco and Vanzetti, opera seconda di Peter Miller (dopo The Internationale, 2000).

In Sacco and Vanzetti, Miller—un veterano della nordamericana Public Broadcasting Service per la quale ha spesso lavorato come produttore—impiega stile e tecnica del genere documentario con sicurezza, realizzando un lavoro scrupoloso e documentato. Infatti, durante la visione si percepisce chiaramente come la lunga serie di interviste e contributi da parte di storici, intellettuali, parenti delle vittime (e persino un esperto di armi da fuoco) sia solo una minuscola parte del notevole lavoro di ricerca che sta alla base di quest'opera. L'attenzione di Miller per i minimi dettagli della triste parabola di Sacco e Vanzetti non rappresenta, però, un freddo e sofistico tentativo di ricostruzione degli eventi. Al contrario, l'autore riesce con successo, e più volte, a sottolineare, attraverso la voce degli intervistati, la grande dignità dei due protagonisti della vicenda, lasciando intendere che una situazione come la loro è solo in apparenza lontana nel tempo e, anzi, rischia tristemente di tornare d'attualità anche in tempi come i nostri, in cui la Red Scare degli Anni Venti ha lasciato il posto ad un tipo forse ancora più profondo di paura dell'Altro. Così facendo, Miller s'inserisce con pieno merito in quel gruppo eterogeneo di autori, attenti al sociale ed assai critici nei confronti del sistema, a cui si devono i risultati più felici espressi dal filone documentaristico americano dopo l'11 settembre. Seguendo l'esempio di registi come Robert Greenwald, Barbara Kopple, Morgan Spurlock e soprattutto Michael Moore, Miller contribuisce alla svolta sociale del documentario americano degli ultimi anni, invitando il pubblico a guardarsi intorno ma evitando accuratamente gli eccessi didascalici di alcuni dei suoi colleghi.

La prima parte di Sacco and Vanzetti si sofferma sulle personalità dei due protagonisti, ricordando agli spettatori il contesto socio-economico italiano [End Page 190] che aveva spinto i due a lasciare il paese d'origine, per poi...

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Additional Information

ISSN
1559-0909
Print ISSN
0161-4622
Pages
pp. 189-194
Launched on MUSE
2008-11-09
Open Access
No
Archive Status
Archived 2009
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