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  • Modalità compositive e processi di trasmissione nelle scritture narrative del Medioevo francese
  • Gioia Paradisi
Vàrvaro, Alberto. 2001. “Élaboration des textes et modalités du récit dans la littérature française médiévale”. Romania119: 1–75 (anche in Vàrvaro 2004, 285–355, da cui si cita).

Nelle battute iniziali di Élaboration des textes et modalités du récit dans la littérature française médiévale,Vàrvaro (2004, 285) dichiara di voler ridiscutere la communis opiniosecondo la quale le tradizioni manoscritte delle chansons de geste e dei fabliauxsarebbero caratterizzate da una proliferazione di varianti testuali maggiore rispetto ad altre tipologie narrative, ad esempio il romanzo:

À partir des études classiques de Jean Rychner et des oeuvres non moins influentes de Paul Zumthor, s’est solidement constituée une tradition critique selon laquelle la variation est caractéristique de la chanson de geste et du fabliau. Qu’un tel phénomène ne soit pas attribué à d’autres types de textes se déduit aussi, par comparaison, de l’opposition ordinairement faite entre genres “oraux” (de composition orale ou du moins de diffusion orale) et genres “écrits”. On considère, par exemple, que le roman présente comme caractéristique typique une faible variance et-ce n’est pas un hasard- on ne la soupçonne pas d’oralité.

Cette communis opinioimplique, d’ordinaire tacitement, quelques postulats: 1) que la distinction entre des genres narratifs différents était strictement observée dans la pratique littéraire du Moyen Âge français ; 2) que la variance était aussi bien qualitativement que quantitativement différente dans les chansons de geste et les fabliaux d’une part, dans le reste de la production de l’autre; 3) et que les conditions de diffusion des genres littéraires étaient elles aussi différentes.

Il me paraît nécessaire d’effectuer une vérification analytique de ces hypothèses.

A partire da questa premessa, lo studioso indaga la tradizione di alcuni testi in versi composti nei primi secoli della letteratura francese: il Renaut de Montauban, la Vie de saint Alexis, il Voyage de saint Brandan, il Roman de Thèbes, il Roman de Troiedi Benoît de Sainte-Maure, Ille et Galerondi Gautier d’Arras, Percevaldi Chrétien de Troyes, Lanvaldi Maria di Francia, il primo ciclo della Crociata, il ciclo di Guglielmo, il Roman d’Alexandredi [End Page 187]Alexandre de Bernai, il Lai du cordi Robert Biket, le Folies Tristan, l’episodio di Dario il Rosso nel Roman de Thèbes.

L’obiettivo è chiarire le ragioni storico-culturali delle forme di riscrittura (praticate da scribi e copisti-“editori”) 1che modificano la morfologia narrativa dei testi. Sulla base di una profonda conoscenza della ricezione della narrativa medievale e delle dinamiche della produzione libraria, Vàrvaro elabora una prospettiva di storia culturale ampia e stimolante, in cui la ricerca sulle tradizioni manoscritte, oltre a illuminare certe dinamiche della trasmissione dei testi, contribuisce alla discussione di alcune nozioni fondamentali di teoria letteraria e alla possibile ridefinizione di nuove ipotesi storiografiche. Nella ricerca confluiscono da un lato l’esperienza maturata nel settore ecdotico, da sempre caratterizzata da una grande attenzione per i problemi sollevati dallo studio delle tradizioni testuali, 2dall’altro l’interesse per il racconto come pratica sociale e letteraria, con le sue radici anche folcloriche. 3

In Élaboration des textes et modalités du récitsi toccano temi capitali della prassi filologica e della teoria letteraria. Non si intende ovviamente entrare nel merito di tutti i problemi sollevati; può forse risultare utile indicare a quali ambiti essi fanno riferimento:

  1. a. i concetti di ‘testo’ e di ‘autore’;

  2. b. l’edizione dei testi;

  3. c. le condizioni della riscrivibilità del testo narrativo.

Una delle più immediate implicazioni dell’analisi condotta sulla riscrittura dei testi da parte degli scribi-“editori” è la presa d’atto che questo tipo di ricerche offre una tale messe di acquisizioni da problematizzare non poco la definizione del patrimonio delle opere tramandate, il quale appare molto più ampio e multiforme di quello fissato dalle edizioni. Non mi pare casuale che in un altro lavoro pubblicato...

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Additional Information

ISSN
1933-7418
Print ISSN
1559-2936
Pages
pp. 187-207
Launched on MUSE
2008-11-11
Open Access
No
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