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  • Straniamento ed epifania in “Pigionali” di Federigo Tozzi
  • Marco Codebò

“Cualquier destino, por largo y complicado que sea, consta en realidad de un solo momento: el momento en que el hombre sabe para siempre quién es.”

Jorge Luis Borges
Biografia de Tadeo Isidoro Cruz

Il ruolo di apertura della raccolta Giovani, prima e unica a giovarsi della licenza autoriale, è affidato da Federigo Tozzi alla novella “Pigionali.” 1 All’interno della tradizione in cui Tozzi con espliciti riferimenti intende collocarsi, 2 in una linea che annovera Boccaccio, Maupassant, Verga, D’Annunzio e Pirandello, 3 la posizione iniziale in una raccolta viene di norma affidata ad un racconto sempre altamente significativo in rapporto al macrotesto che segue. 4 La particolare qualità di Giovani, opera frutto di una selezione eseguita sulla quasi totalità dei racconti tozziani, accentua il valore emblematico del testo capofila, che viene così ad assumere un ruolo cruciale in rapporto all’intera novellistica di Federigo Tozzi. L’indagine sulle ragioni di tale centralità è il filo conduttore di questo saggio che esplorerà dapprima l’universo diegetico, le strutture narrative e il sostrato ideologico di “Pigionali,” e considererà nel finale le altre novelle di Giovani per evidenziare corrispondenze e discordanze. Il fine ultimo sarà di cogliere, nel concreto di un testo di particolare rilevanza, un nucleo fecondo in cui si combinino struttura e ideologia, una sorta di centro di gravità verso cui tenda, con maggiore o minor forza a seconda dei casi, la novellistica tozziana.

L’esame del narrato, primo momento della nostra analisi, porta ad escludere qualsiasi ipotesi che spieghi il primato di “Pigionali” con la particolare qualità degli eventi, e dei personaggi, ivi rappresentati. La parafrasi dei contenuti testuali (Segre 96–98), eseguita rispettando l’ordine [End Page 157] cronologico della fabula, si risolve infatti in questo sommario di poche righe: Marta e Gertrude, anziane vicine di casa che vivono a Siena, probabilmente intorno all’inizio del Novecento, hanno alcune conversazioni in occasioni di importanti festività, scambiano poche battute durante un terremoto notturno e sono infine divise dalla malattia e dalla morte di Gertrude; Marta avvelena poi la gatta dell’amica e le sopravvive per cinque anni. A parte un iniziale accenno allo stato civile—Marta è vedova e Gertrude è zitella—poco si sa delle due protagoniste: Marta è “piccoletta, con gli occhi azzurri e taglienti,” Gertrude ha “una faccia liscia, e un’aria fra l’idiota e il sinistro” ed è “alta, con gli occhi che bisognava dirli verdi; e i capelli gialli (Tozzi, Le novelle 617).” 5 La componente psicologica appare potenzialmente più interessante, in quanto la quotidiana gestualità delle due donne nasconde un’inespressa tensione, un misto di bisogno dell’altro e ritrosia, che piega con l’andare del tempo verso una muta ostilità. Il narratore extradiegetico della novella però, rispettoso dell’elementare natura dei personaggi, si muove sul terreno psicologico con estrema circospezione, così da limitarsi alla registrazione, senza approfondimenti, di quanto emerge dall’emotività delle due donne. Neppure su questo versante quindi, in forza della neutrale oggettività con cui l’interiorità dei personaggi è trattata, si riescono a individuare le ragioni della primogenitura attribuita da Federigo Tozzi a “Pigionali.”

La nostra novella, racconto della vita monotona di personaggi incolori, lungi da rivelarsi una novità, si inserisce in una linea della novellistica europea che risale a “Un cœur simple” di Gustave Flaubert. 6 Di questo paradigma il testo tozziano rappresenta una variante estrema, che punta a ridurre fino al limite del possibile la componente evenemenziale della fabula. Non c’è posto infatti in “Pigionali” per quei grandi dolori che squassano la vita di Félicité e le conferiscono, come nell’abbraccio con Mme Aubain, una dignità eroica. Una lettura contrastiva coll’archetipo flaubertiano consente di postulare come prima ipotesi che proprio nell’assenza del fatto rilevante consista la qualità nascosta di “Pigionali.” Opererebbe insomma nella novella una programmatica volontà di ridurre a zero ogni scarto, in termini di eccezionalità degli eventi e degli esistenti, fra il mondo raccontato e quello della elementare quotidianità. È una tesi che sembra trovare riscontro, oltre che in una prima lettura dei dati testuali, anche nelle posizioni sostenute da Tozzi critico:

A qualcuno il mio primo romanzo Con gli occhi chiusi non è parso un...

Additional Information

ISSN
1080-6598
Print ISSN
0026-7910
Pages
pp. 157-171
Launched on MUSE
1999-01-01
Open Access
No
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